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	<title>Internet e cultura digitale Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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	<title>Internet e cultura digitale Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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		<title>La guerra dei metalli rari</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 08:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di conflitti e gravi pericoli ambientali. Questo libro racconta il lato oscuro dell&#8217;economia sostenibile, i rischi geopolitici che ne derivano e il disastro ecologico a cui andremo incontro continuando a tollerare lo sfruttamento indiscriminato di queste risorse. La guerra dei metalli rari, tuttavia, non è persa: conoscerne i segreti è vitale per non trasformare la speranzia di un futuro sostenibile in un terribile incubo.</p>
<h2>L&#8217;importanza strategica dei metalli rari per il futuro</h2>
<p style="text-align: justify;">Robotica, intelligenza artificiale, ospedali digitali, cyber-sicurezza, biotecnologie mediche, Internet delle cose, nanoelettronica, automobili senza conducente. Tutti i settori più strategici dell’economia del futuro, tutte le tecnologie che decuplicheranno le nostre capacità di calcolo e modernizzeranno il modo di consumare energia, il più piccolo dei nostri gesti quotidiani come le grandi decisioni collettive, si riveleranno legati ai metalli rari. Queste risorse diverranno la base fondamentale, tangibile, palpabile del Ventunesimo secolo, mentre questa dipendenza delinea già i contorni di un futuro che nessun oracolo aveva predetto. Pensavamo di affrancarci dalle penurie, dalle tensioni e dalle crisi causate dal bisogno di petrolio e di carbone ma le stiamo sostituendo con un mondo di penurie, tensioni e crisi inedite.</p>
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		<title>Tutti i mondi che vedo</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/tutti-i-mondi-che-vedo-fei-fei-li-libro-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 14:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8221;Sono convinta che la nostra civiltà sia sull’orlo di una rivoluzione tecnologica che ha il potere di rimodellare la vita come la conosciamo. Ignorare i millenni di lotta che sono alla base della nostra società, però, sarebbe un errore intollerabile. Questa rivoluzione deve fondarsi su quelle basi, in modo fedele. Deve rispettare la dignità collettiva [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">&#8221;Sono convinta che la nostra civiltà sia sull’orlo di una rivoluzione tecnologica che ha il potere di rimodellare la vita come la conosciamo. Ignorare i millenni di lotta che sono alla base della nostra società, però, sarebbe un errore intollerabile. Questa rivoluzione deve fondarsi su quelle basi, in modo fedele. Deve rispettare la dignità collettiva di una comunità globale. E deve sempre ricordare le sue origini: l’immaginazione inquieta di una specie di ominidi altrimenti ordinaria, talmente disorientata dalla propria natura che tenta di ricrearla in silicio. Questa rivoluzione deve essere incentrata senza alcun dubbio sugli esseri umani”. Sviluppatasi sulla base di presupposti creati nell’arco di oltre cinquant’anni, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è ormai iniziata. Anzi, è difficile oggi immaginare un ambito delle nostre vite – dalle piccole occupazioni quotidiane ai grandi piani industriali, dalla nostra personale relazione con il mondo alla formazione – che non risulti profondamente toccato dall’impatto con questa tecnologia. A volte non è semplice, tuttavia, ricordare che alla base di questa svolta epocale ci sono le persone, donne e uomini di scienza capaci di rendere le proprie vite percorsi unici di ricerca ed esperienza. Ne è un esempio Fei-Fei Li, partita da umili origini e diventata oggi una delle maggiori personalità scientifiche al mondo, che in questo libro racconta come la sua storia personale sia inscindibile da quella della sua formazione e delle sue scoperte. Una storia, la sua, che mostra come al centro della più prodigiosa invenzione degli ultimi secoli ci siano le persone – con la loro curiosità, la loro empatia, la capacità di trarre forza dalle difficoltà e dalla inesauribile voglia di “essere motivate dal benessere della nostra specie.&#8221;</div>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">«Leggendo Tutti i mondi che vedo è difficile dire se sia più appassionante la vita dell’autrice o la storia delle sue ricerche, finché non si capisce che sono la stessa cosa. Il libro migliore per capire che non c’è niente di più umano dell’intelligenza artificiale»</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>FRANCESCO D’ISA</strong></h4>
<div></div>
<p style="text-align: center;">«Un potente appello per mantenere l’umanità al centro della nostra ultima trasformazione tecnologica»</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>FINANCIAL TIMES</strong></h4>
<p style="text-align: center;">«Fei-Fei Li, con la sua prospettiva unica di pioniera dell’IA e di profonda umanista,  ha concepito Tutti i mondi che vedo come una mappa per orientarsi  nelle sfide  morali e intellettuali del nostro tempo.  In questo libro racconta  la sua formazione,  il suo lavoro all’avanguardia su ImageNet e la sua difesa  di una tecnologia  capace di mettere l’umanità al centro, sollecitandoci  a immaginare  un mondo in cui l’intelligenza artificiale sia capace  di empatizzare  con le persone tanto quanto di potenziarne  l’ingegno e ispirarne  le imprese, rendendo questa lettura  indispensabile  sia per i visionari che per i pragmatici»</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>CHEN QIUFAN</strong></h4>
<h4></h4>
<p style="text-align: center;">«La radice cinese del nome Fei-Fei Li è “volo” e questo libro vi condurrà proprio in un lungo volo, dai campi con i bufali ai laboratori IA, spiegandovi quanto naturale  sarà il futuro dell’intelligenza artificiale»</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>GIANNI RIOTTA</strong></h4>
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		<title>Machine Habitus</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-libro-massimo-airoldi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 16:12:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno miliardi di sistemi automatizzati contribuiscono alla costruzione della società, tracciando distinzioni algoritmiche tra il visibile e l’invisibile, il rilevante e l’irrilevante, il probabile e l’improbabile; le nostre scelte e abitudini generano trame di dati con cui gli algoritmi tessono vite digitali, come abiti su misura. Perché una sociologia degli algoritmi Il mondo sociale [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno miliardi di sistemi automatizzati contribuiscono alla costruzione della società, tracciando distinzioni algoritmiche tra il visibile e l’invisibile, il rilevante e l’irrilevante, il probabile e l’improbabile; le nostre scelte e abitudini generano trame di dati con cui gli algoritmi tessono vite digitali, come abiti su misura.</p>
<h2>Perché una sociologia degli algoritmi</h2>
<p>Il mondo sociale è tenuto insieme da algoritmi di vario tipo. Transazioni finanziarie, pubblicità, circolazione di musica e notizie, organizzazione del lavoro, selezione del personale, relazioni con i clienti, attività di polizia, ricerca di possibili partner: ciascuna di queste attività è in larga misura delegata ad agenti non umani inseriti in infrastrutture digitali. Da qualche anno ne siamo tutti consapevoli, grazie a ricerche accademiche e libri divulgativi, reportage giornalistici e documentari. Attraverso le notizie dei giornali e le allegorie distopiche delle serie televisive, siamo arrivati a riconoscere come tutto ormai sia “algoritmico” e come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando ogni aspetto della vita umana. Al netto delle narrazioni semplicistiche dei media, questa rivoluzione sta effettivamente accadendo. Eppure, algoritmi e tecnologie di intelligenza artificiale compaiono raramente nelle ricerche di sociologi e scienziati sociali, i quali si limitano sovente a considerarli come parte dello sfondo materiale presumibilmente inanimato della vita sociale.</p>
<h2>Il Machine Habitus</h2>
<p>Quando i ricercatori studiano la vita quotidiana, i consumi, le interazioni sociali, i media, le organizzazioni, il gusto culturale o le rappresentazioni sociali, spesso osservano inconsapevolmente le conseguenze degli opachi processi algoritmici che governano piattaforme e dispositivi digitali. In questo libro, l&#8217;autore sostiene che sia giunto il momento di considerare sia individui che le macchine “intelligenti” come agenti attivi nella realizzazione dell’ordine sociale, proponendo una serie di strumenti concettuali e interpretativi per farlo. Perché mentre crediamo di modificare il mondo e l&#8217;ambiente attraverso le nuove tecnologie, siamo noi stessi ad essere trasformati da queste. Tutto questo è il &#8221;machine habitus&#8221; che riproduce disuguaglianze, plasma comportamenti e opinioni collettive, spesso in modo opaco e con conseguenze imprevedibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Machine Habitus. Sociologia degli algoritmi" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/pq88HmIN8EU?start=3&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Attenzione e potere</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/attenzione-e-potere-cultura-media-mercato-nella-era-della-distrazione-di-massa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 11:12:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque miliardi di umani connessi alla rete; una Babilonia in cui molti parlano ma pochi colgono il senso dei discorsi. In questo libro Emanuele Bevilacqua esplora il rapporto fra concentrazione umana e media digitali, dimostrando come l’attenzione, sempre più sollecitata e messa a dura prova dai device, sia una merce preziosa nell’era dell’informazione. Attraverso una [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque miliardi di umani connessi alla rete; una Babilonia in cui molti parlano ma pochi colgono il senso dei discorsi. In questo libro Emanuele Bevilacqua esplora il rapporto fra concentrazione umana e media digitali, dimostrando come l’attenzione, sempre più sollecitata e messa a dura prova dai device, sia una merce preziosa nell’era dell’informazione. Attraverso una prospettiva storica, psicologica ed economica, Bevilacqua rivela come questa sia al tempo stesso una risorsa limitata e un campo di battaglia per i media e i grandi player come Google, Amazon e OpenAi.</p>
<h2>Misurare il valore economico della nostra attenzione</h2>
<p>Nell’economia dell’attenzione, infatti, il tempo diventa una sorta di moneta: non è più sufficiente sapere “quanti”, ma è fondamentale conoscere “quanto a lungo” e “con quale intensità”. Questo è vero soprattutto nel mondo dei nuovi media, dove la distrazione è a portata di click e dove un articolo, un video o una canzone possono essere abbandonati in qualsiasi momento. Le piattaforme moderne offrono strumenti sempre più avanzati per misurare questo nuovo tipo di engagement. Analytics sofisticati permettono agli editori di valutare non solo quanti utenti visitano una pagina, ma quanto tempo trascorrono su di essa, quale contenuto visualizzano con maggiore attenzione e come interagiscono attraverso commenti e condivisioni. Queste informazioni sono fondamentali, non solo per gli editori, ma anche per i potenziali inserzionisti pubblicitari, che cercano un ritorno sull’investimento più significativo e mirato. Tutto ciò sta notevolmente cambiando il nostro mondo e il nostro mondo di vivere la stessa realtà quotidiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Attenzione e potere. Cultura, media e mercato nell&#039;era della distrazione di massa (E. Bevilacqua)" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/TlukEplm-qM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La zona oscura</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-zona-oscura-filosofia-del-metaverso-libro-simone-arcagni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 14:07:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci troviamo di fronte ad un cambio di paradigma epocale, tanto repentino quanto profondo. Un cambio di paradigma innescato direttamente dall&#8217;ultima grande rivoluzione della nostra contemporaneità: quella del digitale. Questo nuovo orizzonte, che è già ben radicato qui e oggi, al momento lo definiamo Metaverso. Un turn che si fonda su due logiche principali: il [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci troviamo di fronte ad un cambio di paradigma epocale, tanto repentino quanto profondo. Un cambio di paradigma innescato direttamente dall&#8217;ultima grande rivoluzione della nostra contemporaneità: quella del digitale. Questo nuovo orizzonte, che è già ben radicato qui e oggi, al momento lo definiamo Metaverso. Un turn che si fonda su due logiche principali: il carattere “spaziale” del nuovo computing e una logica interattiva che deriva, a sua volta, direttamente dalle strategie, dagli storytelling e dal design dei videogame e che si sostanzia in quella che l&#8217;autore definisce “logica Unity”, dal nome del motore grafico più usato.</p>
<p>Una zona oscura perché situata al di sotto del mondo visibile a cui siamo storicamente abituati, ma soprattutto perché resa opaca, offuscata, dalla criptazione, dai sistemi proprietari e, allo stesso tempo, da quelli elitari, i quali sono appannaggio dei soli iniziati, ovvero sviluppatori e hacker. Una zona quindi dove la tecnologia realmente si abilita e diventa realtà alternativa, luogo in cui risiedono le porosità dei data, la loro estrazione, raffinazione e utilizzo. E, ovviamente, luogo dove si incunea l’ideologia. Una zona oscura che, per sua natura, allora, è anche politica, operata dai grandi della Big Tech per i propri fini e attraversata da ventate attivistiche che si oppongono all’editto monoculturale della logica della Silicon Valley. Un nuovo computing – spaziale – sembra profilarsi all’orizzonte, un nuovo cambio di paradigma (si diceva), ma con le stesse minacce di sempre.</p>
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		<title>L&#8217;amore è lavoro</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/lamore-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 16:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come Tinder, le prime bettole e sale da ballo aperte dalle classi lavoratrici che inondarono le città erano una specie di social network. Un bar, del resto, è ancora oggi una tecnologia di dating che continua a funzionare egregiamente: riunisce diversi estranei in uno stesso spazio delimitato e permette loro di entrare in relazione. Inoltre, [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come Tinder, le prime bettole e sale da ballo aperte dalle classi lavoratrici che inondarono le città erano una specie di social network. Un bar, del resto, è ancora oggi una tecnologia di dating che continua a funzionare egregiamente: riunisce diversi estranei in uno stesso spazio delimitato e permette loro di entrare in relazione. Inoltre, struttura anche i modi possibili in cui possono interagire. In questo senso, le strade che circondavano i caseggiati popolari iperaffollati dove vivevano i primi dater erano piattaforme, proprio come Internet. Nella loro sregolatezza, assomigliavano al World Wide Web degli inizi. Negli anni Novanta, poi, siti come i “servizi per adulti” di Craigslist e Backpage diventarono famosi perché permettevano a chi voleva comprare sesso di trovare persone che lo vendevano. Alla fine, però, le forze dell’ordine fecero chiudere queste pagine. Tuttavia, da quel momento, le nuove tecnologie digitali continuarono a creare nuove tipologie di transazioni erotiche.</p>
<h2>La storia del dating e l&#8217;intreccio con il lavoro</h2>
<p>La storia del dating ha avuto inizio quando le donne iniziarono ad uscire di casa, dalla propria e da quelle altrui, dove faticavano facendo le schiave e le serve, e si trasferirono nelle città dove, di fatto, presero a fare lavori mescolandosi con gli uomini in diversi contesti situazionali. Pensiamo, ad esempio, a quanti uomini poteva incontrare ogni giorno una commessa che lavorava da Lord &amp; Taylor negli anni Dieci del Novecento. Cominciamo a capire la sensazione di possibilità romantiche che andare a lavorare nelle grandi città suscitava. Il modo di lavorare delle persone ha sempre determinato il modo in cui funzionano gli appuntamenti. Ma il dating non è soltanto influenzato dal lavoro. Il dating è lavoro in senso stretto. Da una parte, si tratta di un lavoro prettamente fisico. Prendiamo tutte le cose che secondo le riviste patinate una donna etero deve fare per essere desiderabile: comprare bei vestiti, fare esercizio per riuscire a entrarci, mangiare sano e prendersi cura di sé. Tutto qua? No di certo: laccarsi le unghie, depilare il corpo, truccarsi il viso, fare la messa in piega ecc. Tutto questo si traduce in un costante sforzo sulla propria produttività e lavoro, ovviamente, per guadagnare più soldi. I soldi che sono necessari per poter pagare tutto questo trattamento di seduzione ed attrattività. E poi c&#8217;è il lavoro di ultima generazione, quello digital: a tutte viene consigliato di creare e monitorare profili online sui siti di dating e di mantenere una presenza vincente sui social network. I loro sforzi non finiscono qui. Il lavoro del dating non è solo fisico. È anche un lavoro di tipo emotivo. Un lavoro, in ogni caso, non da poco. Infatti, bisogna lavorare davvero per presentare una versione di sé stessi in grado di incantare un estraneo. La parte più difficile, forse, è far sembrare che sia naturale. Il fatto che il dating sia un lavoro non è necessariamente negativo. Del resto il lavoro è il modo in cui plasmiamo il mondo che ci circonda. Il desiderio è l’occasione che ciascuno di noi riceve alla nascita per legarci agli altri e rendere nuovo il mondo che condividiamo.</p>
<h2>L&#8217;amore come stage non retribuito</h2>
<p>Non esiste vita migliore di una vita trascorsa nel lavoro d’amore, a sforzarci non perché dobbiamo, ma perché crediamo che quello che stiamo creando sia prezioso e vogliamo che esista. Eppure, dato che la nostra cultura tende a fraintendere la natura del lavoro e dell’amore, sottovalutiamo entrambi. Se il matrimonio è il contratto a tempo indeterminato che molti sperano ancora di ottenere, spesso il dating sembra la forma peggiore e più precaria del lavoro contemporaneo: uno stage non retribuito. Non puoi essere sicura del risultato finale, ma puoi tentare di fare esperienza. Se hai un aspetto attraente, magari puoi ottenere un pranzo gratis.</p>
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		<item>
		<title>Metanomics</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/metanomics-web-metaverso-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 12:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un nuovo mondo da scoprire e la porta di accesso si chiama digitalizzazione. Si tratta di un mondo fatto di registri digitali, monete virtuali, asset digitali e realtà virtuali, resi possibili dai recenti avanzamenti tecnologici che proprio negli ultimi decenni sembrano aver accelerato visibilmente il passo. Il trend dei prossimi anni prevede che tali [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un nuovo mondo da scoprire e la porta di accesso si chiama digitalizzazione. Si tratta di un mondo fatto di registri digitali, monete virtuali, asset digitali e realtà virtuali, resi possibili dai recenti avanzamenti tecnologici che proprio negli ultimi decenni sembrano aver accelerato visibilmente il passo. Il trend dei prossimi anni prevede che tali strumenti, che stanno già plasmando il presente, si diffonderanno sempre più e modelleranno anche il futuro grazie al potenziamento delle tecnologie digitali in generale. La ricezione, poi, da parte della popolazione mondiale di tali stravolgimenti e cambiamenti sembra procedere i pari passo. Mai rivoluzione sociale fu così rapida, repentina, efficace e, soprattutto, travolgente. Ma siamo davvero preparati? Quanto conosciamo il mondo che sta preparando la sua venuta? E quali saranno le sue colonne fondanti?</p>
<h2>La società digitale di domani e i cambiamenti in atto oggi</h2>
<p>Il crescente utilizzo di queste ultime è dovuto non solo alle numerose innovazioni portate sul mercato, che recentemente sono avvenute a un tasso molto più alto rispetto ai decenni precedenti, ma anche all’aumento della digitalizzazione dei cittadini. Se prima le innovazioni, per di più in minor numero, erano comprese e utilizzate da una ristretta cerchia di utenti, ora invece vengono recepite da una sempre più ampia fetta della popolazione mondiale.</p>
<p>Le imprese dovranno comprendere – sulla base della propria realtà aziendale – quali sono i punti di forza, debolezza, opportunità e quali le minacce relative all’espansione di queste tecnologie. Basti pensare ai potenziali stravolgimenti che vi potranno essere nelle strategie del marketing o della finanza d’impresa. Più in generale, l’avvento di tali tecnologie avrà un impatto cruciale sui business model delle imprese, cioè il modo in cui svolgono le proprie attività per ottenere profitti, che dovranno presto adattarsi a tale cambiamento. E, considerato tale macrocontesto, le principali tecnologie innovative su cui le imprese stanno investendo proprio in questi anni, in previsione degli sviluppi e scenari futuri, si fondano su alcuni pilastri, ovvero: Artificial Intelligence, Digital Twin 3D, Augmented Reality, Virtual Reality Edge Computing, Blockchain e criptovalute. Insomma, grandi opportunità in vista, certamente non prive di ripercussioni sociali, economiche, antropologiche e filosofiche. Questo libro si propone di esplorare e fare chiarezza sul mondo di domani che verrà e che, in buona parte, è già in gestazione proprio sotto i nostri occhi.</p>
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		<title>Il capitalismo della sorveglianza</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-capitalismo-della-sorveglianza-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 10:30:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro più importante dell’ultimo decennio torna in libreria con una edizione speciale curata da HOGRE. La più influente studiosa del web al mondo e uno tra i maggiori street artists europei uniscono le forze per rendere ancora più esplosivo il messaggio del libro politicamente più rilevante del nostro tempo. &#160; &#160; Credo che in [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libro più importante dell’ultimo decennio torna in libreria con una edizione speciale curata da HOGRE. La più influente studiosa del web al mondo e uno tra i maggiori street artists europei uniscono le forze per rendere ancora più esplosivo il messaggio del libro politicamente più rilevante del nostro tempo.</strong></p>
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<blockquote><p>Credo che in molti ricordiamo il momento in cui sullo schermo è comparsa una pubblicità che sembrava leggerci nei pensieri. Dopo le seicento pagine de Il capitalismo della sorveglianza, riconosco quei momenti come tappe di un percorso occulto, diretto all’espropriazione della mia privacy, della mia natura di essere umano.<br />
PAOLO GIORDANO</p>
<p>Leggendo Il capitalismo della sorveglianza ho sentito subito l’urgenza di far leggere a chiunque questo libro come atto di autodifesa digitale. Con enorme lucidità e coraggio morale, Zuboff mostra non solo come le nostre menti vengano sfruttate per ottenere dati, ma anche come questo processo le cambi in modo rapido e radicale.<br />
NAOMI KLEIN</p>
<p>La rete digitale che regola il funzionamento delle nostre società è la formula ultima della tecnica che sorregge il potere oggi. Shoshana Zuboff ha battezzato questa fase “il capitalismo della sorveglianza”. Quando navighiamo, compriamo, guardiamo una serie tv, otteniamo quello che vogliamo, ma regaliamo molto di più: ci mettiamo a nudo, rendiamo i dettagli della nostra vita trasparenti per il Grande Altro digitale.<br />
SLAVOJ ŽIŽEK</p>
<p>Ogni nostra email, ogni nostra interazione, ogni nostra emozione è venduta, controllata, manipolata. Mai la società umana ha avuto una così grande concentrazione di ricchezza, conoscenza e potere in così poche mani. Non ve ne siete accorti? Leggete Shoshana Zuboff.<br />
ROBERTO SAVIANO</p></blockquote>
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		<title>Le storie infinite</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/le-storie-infinite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 18:20:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando esiste il web, nel mondo sono stati pubblicati circa due miliardi di siti internet. Del resto, grazie a un sito internet oggi si può fare pressoché qualsiasi cosa: presentare la propria persona o attività, comprare oggetti o ordinare una pizza, disegnare la maglietta da indossare alla prossima serata con gli amici o prenotare [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando esiste il web, nel mondo sono stati pubblicati circa due miliardi di siti internet. Del resto, grazie a un sito internet oggi si può fare pressoché qualsiasi cosa: presentare la propria persona o attività, comprare oggetti o ordinare una pizza, disegnare la maglietta da indossare alla prossima serata con gli amici o prenotare un viaggio. Tutte cose che, in un certo senso, riempiono integralmente le storie della nostra vita. Eppure, il fatto che il web sia diventato pervasivo nella quotidianità non è più una novità. Secondo Francesco Gavatorta, l’aspetto inedito e curioso è piuttosto il fatto che l’umanità digitalizzata si scopre come l’umanità della narrazione assoluta. A essere cambiato non è solo cosa possiamo fare attraverso il digitale, bensì, soprattutto, come ci raccontiamo attraverso di esso. Secondo Gavatorta, da quando il digitale è entrato nella nostra vita, il genere umano si è reso conto di essere una specie che affonda la propria peculiarità nel gesto del raccontare. Nell’epoca di internet e del digitale lo storytelling è ormai un’arte onnicomprensiva e necessaria in contesti e mansioni diverse: il racconto è fondamentale pur venendo interpretare sul digitale come una commodity, una gestualità indistinguibile, sia che si parli di un contenuto a tempo come una story sia che si costruisca una diretta in live streaming. Le storie infinite è un breviario sulle infinite possibilità e modelli di racconto che si dischiudono nell’epoca della digitalizzazione globale, un libro che è anche un prontuario per apprendere le forme del racconto digitale, come “meme” e “stories”, ma anche per proteggersi dalle false narrazioni, come “fake news” e “troll”.</p>
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		<title>Storia Transgender</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-transgender/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 08:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scrivere la storia è un gesto importante, capace di connettere la comprensione del passato con il futuro che si intende costruire. È proprio questa l’impresa tentata da Susan Stryker in questo libro già classico che ricostruisce, con rigore e poesia, la storia e le battaglie di soggettività e movimenti transgender, dalle discriminazioni mediche, sociali e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere la storia è un gesto importante, capace di connettere la comprensione del passato con il futuro che si intende costruire. È proprio questa l’impresa tentata da Susan Stryker in questo libro già classico che ricostruisce, con rigore e poesia, la storia e le battaglie di soggettività e movimenti transgender, dalle discriminazioni mediche, sociali e politiche, alle lotte per i diritti civili, passando per la Millennial Wave fino agli sviluppi più recenti. <em>Storia transgender</em>, affermatosi come un testo fondamentale nell’ambito dei <em>gender studies</em>, non è tuttavia un libro per persone addette ai lavori: il suo taglio narrativo e il suo tono appassionato lo rendono adatto a chiunque abbia a cuore quella che Walter Benjamin definiva la “tradizione degli oppressi.” Studio, racconto, memoir e molto altro ancora, Storia transgender è, soprattutto, un manifesto dedicato a tutte le persone che ritengono la lotta alle ingiustizie un compito inderogabile, e la conoscenza l’arma giusta per combatterla.</p>
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