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	<title>europa Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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	<title>europa Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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		<title>L&#8217;Europa più grande</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/leuropa-piu-grande-luca-gori-nicola-pontara-balcani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se il tema dell&#8217;allargamento UE non è nuovo, diverso è lo scenario internazionale in cui oggi se ne parla. Con l’aggressione russa a Kiev, l’allargamento a Balcani occidentali e Trio orientale (Ucraina, Moldova e Georgia) vive un inaspettato rilancio e si pone come tassello di una nuova architettura di sicurezza politica ed economica europea. L’allargamento [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se il tema dell&#8217;allargamento UE non è nuovo, diverso è lo scenario internazionale in cui oggi se ne parla. Con l’aggressione russa a Kiev, l’allargamento a Balcani occidentali e Trio orientale (Ucraina, Moldova e Georgia) vive un inaspettato rilancio e si pone come tassello di una nuova architettura di sicurezza politica ed economica europea. L’allargamento è diventato scelta di civiltà. La nuova spinta all’integrazione e alla convergenza economica con la UE pone però un delicato dilemma tra le ragioni della geopolitica, che sollecitano un allargamento rapido, e quelle della trasformazione democratica dei candidati, che implicano tempi lunghi. L’Europa sarà più grande solo se riuscirà a trovare un punto di equilibrio sostenibile tra queste due esigenze.</p>
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		<title>Il Parlamento europeo</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-parlamento-europeo-nicola-lupo-andrea-manzella-nuovo-libro-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 10:34:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1979, con l’elezione del suo Parlamento, la comunità europea divenne democraticamente adulta. Per la prima volta un’organizzazione internazionale si trasformava in un “ordinamento”, stabilendo un legame diretto con gli elettori. Per molto tempo le elezioni europee sono state considerate un appuntamento di secondaria importanza: un termometro per misurare la temperatura politica interna ai singoli [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1979, con l’elezione del suo Parlamento, la comunità europea divenne democraticamente adulta. Per la prima volta un’organizzazione internazionale si trasformava in un “ordinamento”, stabilendo un legame diretto con gli elettori. Per molto tempo le elezioni europee sono state considerate un appuntamento di secondaria importanza: un termometro per misurare la temperatura politica interna ai singoli Paesi. Oggi invece sono divenute cruciali per determinare l’indirizzo politico europeo e nazionale, in un serrato confronto tra sostenitori e oppositori dell’integrazione europea. Il Parlamento è diventato così la sede privilegiata dell’esperienza democratica più straordinaria della storia recente, che questo libro, in un’edizione rivista e aggiornata, aiuta a comprendere.</p>
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		<title>Scintille</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/scintille-europa-energia-nuovo-libro-donato-bendicenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 13:55:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’energia è politica: fin dai tempi delle prime civiltà, controllare le risorse è stato sempre sinonimo di potere. Anche nella nostra Europa la situazione non diversa: proprio sul poter disporre a piacimento delle fonti energetiche o di poterne cedere una certa quantità, si reggono – e a volte si infrangono – i delicati equilibri di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’energia è politica: fin dai tempi delle prime civiltà, controllare le risorse è stato sempre sinonimo di potere. Anche nella nostra Europa la situazione non diversa: proprio sul poter disporre a piacimento delle fonti energetiche o di poterne cedere una certa quantità, si reggono – e a volte si infrangono – i delicati equilibri di una Unione ora salda, ora tormentata. Dal sogno (o incubo) atomico alla rivoluzione della sostenibilità, dalle grandi iniziative comunitarie ai nuovi conflitti, questo libro racconta, anche grazie agli incontri dietro le quinte riportati dall’autore in interviste esclusive, una storia di materie prime, tecnologie, guerre e strategie – e di persone: scienziati, politici, studiosi – che è tanto avvincente quanto non conclusa: il finale, di pace e sviluppo come auspicato dal Manifesto di Ventotene, o di distruzione, lo scriveremo noi con le nostre scelte di oggi.</p>
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		<title>Il Grand Continent. Fratture della guerra estesa</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-grand-continent-fratture-della-guerra-estesa-ucraina-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 09:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci troviamo di fronte – e anche, sempre di più, all’interno – della guerra di Putin in Ucraina. Estensione non lineare di una linea di frattura, davanti a noi, in noi. Lo sentiamo in modo sempre più chiaro. La brutalità del nemico, l’intensità della morte si precipitano nel cuore tecnico delle nostre amministrazioni, delle nostre [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci troviamo di fronte – e anche, sempre di più, all’interno – della guerra di Putin in Ucraina. Estensione non lineare di una linea di frattura, davanti a noi, in noi. Lo sentiamo in modo sempre più chiaro. La brutalità del nemico, l’intensità della morte si precipitano nel cuore tecnico delle nostre amministrazioni, delle nostre istituzioni. Le nostre società, i nostri dibattiti pubblici, i nostri immaginari sono sovrastati da un volto inquietante che ci pone di fronte a un enigma. Lo sappiamo ormai: siamo entrati in una nuova fase. Eppure, quella nuova ancora non si è chiaramente manifestata. In quell&#8217;interstizio tra il vecchio e il nuovo, ecco che si annidano tutte le potenzialità di un mutamento epocale, cataclismatico.</p>
<h2>Un nuovo mondo emerge</h2>
<p>Tra la pandemia (prima) e l’esplosione delle rivalità geopolitiche (ora), un ordine è crollato. Dal lento muoversi delle placche tettoniche, un nuovo mondo emerge, senza che si possa ancora definire la sua forma. Viviamo in un’epoca che si esaurisce e fugge, ma che fatica a cambiare: “la famosa accelerazione della storia di cui si sente tanto parlare, avete notato che quanto più la storia accelera, tanto meno avanza?”. Nell’epoca del disordine, fare un passo indietro è una impasse, e la riflessione è un compito da rinnovare continuamente, senza appigli in uno spazio senza coordinate. Stiamo camminando sul posto oppure stiamo cadendo? Ci troviamo, insomma, in un vero e proprio interregno: un intervallo di tempo fra la morte, l’abdicazione, la deposizione di un re, o di un altro sovrano, e l’elezione o la proclamazione del successore. Un periodo di vacanza, di passaggio, di transizione, di crisi. L&#8217;interruzione di durata variabile. Sono le tendenze di un mondo in profonda ristrutturazione, che però non siamo in grado di descrivere, trasformare o fermare. Le cose si possono descrivere chiaramente solamente dopo che un processo di trasformazione è ormai ultimato. Nel frattempo bisogna viverle con senso critico. Bisogna navigare nell’interregno: questo programma &#8211; questo proposito &#8211; che può sembrare vasto o troppo ambizioso, non è per nulla astratto. Le pagine che leggerete sono una traccia concreta e visibile di un metodo preciso, il prodotto di uno sforzo di concentrazione. È la sedimentazione, la contrazione in un unico volume, del largo dibattito portato avanti dal laboratorio del Grand Continent.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center"><em>“Il Grand Continent continua l’avventura</em><br />
<em>delle grandi riviste intellettuali</em><br />
<em>del XX secolo.”</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>(Le Monde)</strong></p>
<p style="text-align: center"><em>“Strategia, politica, geopolitica&#8230;</em><br />
<em>Il Grand Continent è una delle principali</em><br />
<em>piattaforme per il dibattito europeo.”</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>(la Repubblica)</strong></p>
</blockquote>
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		<title>La nuova Unione dell&#8217;Energia</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-nuova-unione-energia-peruzy-benedettini-politica-energetica-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 17:12:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’energia, dal confronto/scontro tra le nazioni per accaparrarsela e gestirla sino alle bollette che arrivano alle nostre famiglie, è uno dei temi centrali della nostra epoca. Dalla rivoluzione industriale fondata sul carbone, al petrolio, all’energia nucleare, all’idrogeno, alle cosiddette fonti rinnovabili si tratta di una materia che ci riguarda tutti molto da vicino, e non [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’energia, dal confronto/scontro tra le nazioni per accaparrarsela e gestirla sino alle bollette che arrivano alle nostre famiglie, è uno dei temi centrali della nostra epoca. Dalla rivoluzione industriale fondata sul carbone, al petrolio, all’energia nucleare, all’idrogeno, alle cosiddette fonti rinnovabili si tratta di una materia che ci riguarda tutti molto da vicino, e non solo per via del clima sempre più estremo, e quindi per il suo utilizzo nella nostra vita quotidiana, ma anche per il suo enorme valore geopolitico.</p>
<p>Il libro di Andrea Péruzy e Simona Benedettini crea uno spazio di conoscenza laica e consapevole, a partire dalla ricostruzione puntuale delle origini della crisi energetica e delle politiche di contrasto che ne sono seguite a livello UE e nazionale. Ciò permette di offrire un quadro di riferimento efficace affinché il lettore comprenda quali siano le reali cause degli aumenti dei prezzi energetici che si sono poi riflessi sull’economia domestica e sulla competitività delle imprese. In altri termini, è come se gli autori compissero una riconciliazione tra due mondi, quello dei tecnici e quello dell’opinione pubblica, spesso distanti nel dibattito sui grandi eventi contemporanei.</p>
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		<title>Oltre le banche centrali</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oltre-le-banche-centrali-francesco-saraceno-nuovo-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 12:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome è associata, oltre a “imprese” di dubbio valore come quelle dei cosiddetti Chicago Boys, la controrivoluzione teorica che tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso ha fatto tabula rasa delle idee keynesiane. Gli “uomini pratici” che (erroneamente) “si ritengono completamente liberi” sono oggi i banchieri centrali e molti esperti di economia. Dopo i “gloriosi Trenta”, e il lungo periodo di dominio della teoria keynesiana che ha seguito la crisi del 1929, Milton Friedman è stato il maggior artefice del ritorno in auge dell’idea che i mercati siano quasi sempre in grado di fare meglio della mano pubblica. Il nome dell’economista di Chicago è indissolubilmente legato alla teoria monetarista, che legava l’inflazione alla quantità di moneta in circolazione, dando quindi alle banche centrali la colpa di aumenti dei prezzi eccessivi (e, al contrario, il merito di tassi di inflazione moderati).</p>
<h2>La bestia nera degli ultimi anni: l&#8217;inflazione</h2>
<p>A corroborare, inoltre, il ritorno sulla scena di Friedman e delle sue idee è stata proprio l’inflazione che si è riaffacciata di recente, precisamente nel 2021. L’idea per cui questa è essenzialmente un fenomeno monetario è riapparsa prepotentemente, nonostante tutto sembrasse indicare che gli aumenti dei prezzi fossero legati a scarsità, colli di bottiglia, tensioni sui mercati dell’energia e dei beni alimentari. I prezzi hanno iniziato a impennarsi nel 2021 con la ripresa successiva alla pandemia e sono in seguito stati alimentati anche dalla crisi energetica e dall’invasione dell’Ucraina. La fiammata dei prezzi di energia e beni alimentari è durata poco più un anno, dalla metà del 2021 fino alla fine dell’estate del 2022, ma si è lentamente diffusa nell’economia. L’energia, infatti, è un input essenziale di produzione nei processi industriali e per molti servizi, che hanno quasi tutti visto i loro prezzi aumentare. Il biennio 2021-2022, in aggiunta, ha riportato in auge il termine stagflazione, la coesistenza di un’economia in stagnazione e prezzi che aumentano.</p>
<h2>Il ruolo delle banche centrali</h2>
<p>È certamente vero che, qualunque sia la natura della fiammata inflazionistica, le banche centrali possono riportare l’inflazione sotto controllo: contraendo l’offerta di moneta e aumentando i tassi di interesse possono, infatti, rendere più difficile e costoso per imprese e famiglie prendere in prestito per investimenti o consumi, più oneroso pagare i debiti, e più redditizio risparmiare. Tutto ciò riduce la domanda aggregata portando a una diminuzione del livello dei prezzi e a un aumento della disoccupazione. In altre parole, vi sono pochi dubbi sull’efficacia di una restrizione monetaria nel far fronte all’inflazione. Quello su cui oggi infuria la discussione è se, nella contingenza attuale, questa sia davvero la migliore opzione, il mezzo meno costoso, per riportare i prezzi sotto controllo; o se si possa invece fare ricorso ad altri strumenti senza infliggere all’economia un rallentamento o addirittura una recessione. Per rispondere a questa domanda è fondamentale, tuttavia, comprendere la natura dell’inflazione e i suoi comportamenti nel tempo in base alle diverse coordinate storico-economiche.</p>
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		<title>I fondi europei</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/i-fondi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 13:32:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel periodo 2021-2027 l’Italia disporrà di risorse europee senza precedenti e dovrà gestire non solo i tradizionali fondi di investimento europei (Fondi SIE) per la politica di coesione, per la Politica agricola comune e per la ricerca e sviluppo, ma anche le risorse messe a disposizione dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza. Dai principali strumenti [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo 2021-2027 l’Italia disporrà di risorse europee senza precedenti e dovrà gestire non solo i tradizionali fondi di investimento europei (Fondi SIE) per la politica di coesione, per la Politica agricola comune e per la ricerca e sviluppo, ma anche le risorse messe a disposizione dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza.<br />
Dai principali strumenti finanziari a disposizione delle imprese ai criteri di selezione degli intermediari finanziari abilitati, dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ai sussidi per il terzo settore, il volume è la prima guida dettagliata rivolta a chi dovrà concretamente utilizzare gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e i programmi operativi nazionali e regionali, oltre ad essere un valido punto di riferimento per gli studiosi delle Politiche dell’Unione europea.</p>
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		<title>Il naufragio del Mentor</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-naufragio-del-mentor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 09:18:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando, il 17 settembre 1802, il brigantine Mentor affonda all’imbocco del porto di San Nicolò nell’isola di Cerigo, pochi sanno che sta trasportando una grande quantità di opere d’arte sottratte al Partenone, all’Acropoli di Atene e ad altre località della Grecia. La spoliazione sta avvenendo per mano di un aristocratico scozzese, Thomas Bruce, settimo conte [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando, il 17 settembre 1802, il brigantine Mentor affonda all’imbocco del porto di San Nicolò nell’isola di Cerigo, pochi sanno che sta trasportando una grande quantità di opere d’arte sottratte al Partenone, all’Acropoli di Atene e ad altre località della Grecia. La spoliazione sta avvenendo per mano di un aristocratico scozzese, Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, che sta impegnando gran parte delle sue energie a traslocare in patria i tanti tesori, o a salvarli, come lui è fermamente convinto, dall’incuria, dai furti e dalla distruzione. L’avventurosa storia dei marmi del Partenone che Marta Boneschi ricostruisce in questo libro non è soltanto una vicenda centrale per la storia dell’arte. È attorno a queste “poche pietre di nessun valore”, come Elgin le definì, che si svolge la storia delle identità nazionali europee e della loro emersione: oltre che con l’uso delle armi, infatti, le grandi potenze dell’epoca si scontrarono anche sul particolare campo di battaglia della supremazia culturale, con il possesso e l’esposizione delle antichità che divenne un elemento centrale di prestigio e ostentazione di potenza. Il naufragio del Mentor, ripercorrendo la vicenda dello sfortunato viaggio dei “marmi di Elgin” verso l’Inghilterra e quella del loro recupero, ricostruisce un momento centrale della storia del Vecchio Continente. Napoleone, ml’Ammiraglio Nelson e il Sultano Selim III, Antonio Canova e Giovanni Battista Lusieri, Lord Byron e John Keats sono solo alcuni dei protagonisti di una questione ancora aperta che vive nel dibattito sull’appropriazione del patrimonio culturale e nell’eco stessa di ciò che oggi significa essere europei.</p>
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		<title>L’identità del fare</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/lidentita-del-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 11:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Abbiamo chiuso gli occhi di fronte a guerre combattute alle nostre porte, spesso per assicurare il nostro benessere dimenticandoci che la pace non dovrebbe essere un concetto relativo ma quanto più possibile universale. E che fine ha fatto quella ‘solidarietà di fatto’ che ha trovato così ampio spazio nei Trattati e così poco nelle prassi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Abbiamo chiuso gli occhi di fronte a guerre combattute alle nostre porte, spesso per assicurare il nostro benessere dimenticandoci che la pace non dovrebbe essere un concetto relativo ma quanto più possibile universale. E che fine ha fatto quella ‘solidarietà di fatto’ che ha trovato così ampio spazio nei Trattati e così poco nelle prassi dei nostri governi?” <strong>Eva Giovannini</strong></p>
<p>In Italia come in Europa assistiamo da tempo alla crescita di due fenomeni che seppur opposti nascono da un denominatore comune, l’euroscetticismo e la richiesta di “più Europa”. Fenomeni alimentati dalla sempre più diffusa convinzione che l’Unione non sia in grado di rispondere alle complesse sfide di oggi – in ambito economico come di fronte ai temi ambientali, dello sviluppo sostenibile o delle politiche migratorie – e che mostrano come per rilanciare il progetto europeo sia oggi più che mai necessaria una reale “identità del fare”. Attraverso i contributi dei giovani vincitori del premio intitolato a Jo Cox, la deputata britannica uccisa nel 2016 durante la campagna sulla Brexit e fervente sostenitrice di una società europea integrata e inclusiva, questo libro si concentra sulle sue declinazioni, dall’inclusione alla tutela dei diritti umani, dal coordinamento delle politiche sanitarie alla ricerca di nuovi ed efficaci strumenti per un’innovazione sostenibile. Perché solo con un’Europa più autenticamente solidale e capace di far fronte comune potremo evitare l’implosione di quello straordinario strumento di crescita che l’Unione può e deve ancora essere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/lidentita-del-fare/">L’identità del fare</a> proviene da <a href="https://lmdp.luissuniversitypress.it">La Meraviglia Del Possibile</a>.</p>
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		<title>La riconquista</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-riconquista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto Rossi. Quanto accaduto dall’introduzione della moneta unica ai nostri giorni, tuttavia, ha apparentemente contraddetto l’ottimismo iniziale: gli auspici di Maastricht sembrano essersi rivelati illusioni, il sogno un incubo. Cosa è andato storto nella storia dell’euro? Con <em>La riconquista</em>, Francesco Saraceno va alla ricerca degli snodi fondamentali e dei momenti critici che hanno segnato la vicenda della nostra valuta, dall’atto fondativo ai mo­vimenti euroscettici, dalla crisi greca e dal­l’austerity alla crisi del covid-19, inquadran­doli nel dibattito economico e politico e tentando di dare risposta alle più importanti questioni di oggi: perché è così difficile tro­vare soluzioni unitarie a problemi comuni? Da dove viene l’opposizione tra “frugali” e “dissoluti”? Perché il dibattito sul MES crea divisioni così profonde? E soprattutto: per quali motivi l’eurozona, una delle economie più prospere del pianeta, sembra condannata a vivere una serie interminabile di crisi che la avvicinano sempre più alla sua disgrega­zione? <em>La riconquista </em>offre risposte a queste e ad altre questioni, mostrando le debolezze ma anche le potenzialità della moneta unica e riflettendo sul ruolo rispettivo che Stato e mercato dovrebbero avere nel garantire una crescita stabile e duratura. Secondo Sara­ceno, un altro euro è possibile; un euro che, contrariamente a quello che è stato nei suoi primi venti anni di esistenza potrebbe essere motore di crescita e stabilità.</p>
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