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	<title>guerra Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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	<title>guerra Archivi - La Meraviglia Del Possibile</title>
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		<title>Tutto quello che abbiamo lasciato</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/tutto-quello-che-abbiamo-lasciato-bushra-al-maqtari-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 15:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra è la cosa più importante nella vita di una persona. È il tempo della verità estrema, del coraggio, della vigliaccheria, dell&#8217;amore, della disperazione”, ha scritto Svetlana Aleksievicˇ. È proprio da una riflessione simile che prende le mosse il racconto di Bushra al-Maqtari, testimone, suo malgrado, del terribile conflitto che ha dilaniato il suo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La guerra è la cosa più importante nella vita di una persona. È il tempo della verità estrema, del coraggio, della vigliaccheria, dell&#8217;amore, della disperazione”, ha scritto Svetlana Aleksievicˇ. È proprio da una riflessione simile che prende le mosse il racconto di Bushra al-Maqtari, testimone, suo malgrado, del terribile conflitto che ha dilaniato il suo Paese, lo Yemen, terra che ha scelto tuttavia di non abbandonare, bensì di attraversare, raccogliendo le voci dei suoi connazionali. <em>Tutto quello che abbiamo lasciato</em> è una potente raccolta di testimonianze che alterna volutamente i racconti delle vittime delle milizie Houthi e di quelle della coalizione a guida saudita, ed è capace di illuminare le tragiche conseguenze del conflitto in Yemen. Attraverso interviste e storie personali, l&#8217;autrice documenta le sofferenze di civili intrappolati in una guerra devastante. Le voci degli yemeniti, spesso ignorate dai media internazionali, emergono con forza, narrando di perdita e disperazione, ma anche di coraggio e resilienza. Al-Maqtari ci invita a riflettere su come in un conflitto, qui raccontato con precisione quanto con compassione, non ci siano mai davvero dei vincitori, e che le semplificazioni fatte talvolta da chi lo osserva da lontano, come la distinzione delle opposte fazioni in “buoni” e “cattivi”, perdano di senso di fronte alla perdita che accomuna tutti. Questo libro è un grido d&#8217;aiuto e un atto di resistenza contro l&#8217;indifferenza, ricordandoci ciò che resta quando tutto sembra perduto: l&#8217;umanità e il bisogno di giustizia.</p>
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		<title>Divertirsi da morire</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/divertirsi-da-morire-neil-postman-libro-seconda-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 10:44:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I media definiscono le nostre percezioni, organizzano le nostre esperienze e reazioni emotive, condizionando ogni gesto e azione sociale. In breve, confezionano e convalidano un mondo possibile, rendendolo leggibile, coeso e attraente. Così intesa, la “realtà” si riduce a un immenso accumulo di pseudo eventi o di eventi mediali. Ma c&#8217;è una tipologia specifica di [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I media definiscono le nostre percezioni, organizzano le nostre esperienze e reazioni emotive, condizionando ogni gesto e azione sociale. In breve, confezionano e convalidano un mondo possibile, rendendolo leggibile, coeso e attraente. Così intesa, la “realtà” si riduce a un immenso accumulo di pseudo eventi o di eventi mediali. Ma c&#8217;è una tipologia specifica di media che, più fra tutti, è stato in grado di innescare una sorta di &#8216;trasformazione antropologica&#8217; che ha cambiato non soltanto il modo di fruire le informazioni, ma il fruitore stesso.</p>
<h2>Dalla stampa alla televisione: la mutazione antropologica</h2>
<p>Nel momento in cui il primato socioculturale della stampa entra in crisi e s’impone il modello audiovisivo, la realtà (percepita) cambia e, con essa, dunque, anche la società nel suo complesso. Di fatto, laddove la fruizione di un testo scritto presuppone una certa capacità di astrazione e l’applicazione di un pensiero logico, richiedendo di conseguenza un coinvolgimento cognitivo intenso, dialettico, profondo, imponendo un&#8217;attenzione prolungata e sostenuta, la televisione, al contrario, riduce ogni contenuto ad un flusso inarrestabile e continuo di immagini in movimento, montate in<br />
rapida successione, secondo una logica tutt’altro che trasparente. Come scrive l&#8217;autore stesso:</p>
<blockquote><p>Quello che la gente guarda e ama guardare sono immagini in movimento. Milioni di immagini di breve durata e con rapidi cambi di inquadratura. È nella natura del mezzo il fatto di sopprimere il contenuto delle idee per far posto all’interesse visivo, cioè per far posto a valori spettacolari.</p>
<p>(Neil Postman, <em>Divertirsi da morire</em>, Cap. &#8216;L&#8217;era dello spettacolo&#8217;)</p></blockquote>
<p>La televisione, insomma, in quanto medium, privilegia una forma di comunicazione basata unicamente sull’intrattenimento e sullo svago – entertainment, infotainment, amusement – introducendo un’estetica squisitamente spettacolare. Promuove contenuti visuali, leggeri, rapidi, vacui, frammentati, mercificati, appositamente progettati per divertire, stimolare e distrarre. Pertanto, una società dominata dalla televisione è formata da individui superficiali, distratti, incapaci di sviluppare un pensiero critico. Postman chiarisce che il problema non è tanto il divertimento quanto il contesto: dato che la televisione presenta tutti i contenuti, anche quelli importanti, in modo disimpegnato e banale, essa finisce inevitabilmente per banalizzarli. Nella misura in cui la televisione acquista una centralità all’interno del mediascape americano, tutti gli altri mezzi di comunicazione tendono a conformarsi ai suoi pregiudizi, idiosincrasie formali e modalità di rappresentazione. “Quello che deploro non è che la televisione diverte, ma che ha fatto del divertimento il modello naturale per rappresentare ogni esperienza. Il problema, per usare le stesse parole dell&#8217;autore,&#8221; non è che la televisione ci regali del divertimento, è che tutti gli argomenti siano presentati come divertimento&#8221;. Secondo Postman, il rischio più grave che corrono le società tecnologicamente più avanzate è, per l’appunto, morire di divertimento.</p>
<h2>Orwell vs Huxley: verità unica contro opinione</h2>
<p>Con &#8216;Divertirsi da morire&#8217;, Neil Postman invita il suo lettore ad una presa di coscienza radicale, l&#8217;inizio di un percorso di redenzione: prendere atto che la società contemporanea ha assunto connotati distopici, concretizzando le profezie di un altro grande autore del passato. In questo senso, il termine di riferimento non è tanto il 1984 (1949) di George Orwell, quanto<em> Il mondo nuovo</em> (1932) di Aldous Huxley. Il primo, infatti, presuppone una logica coercitiva e punitiva che si realizza attraverso una sorveglianza costante, una propaganda totale e una manipolazione psicologica; sono questi gli strumenti con i quali il governo controlla l’intera popolazione e reprime il dissenso con violenza. Ma pare che la storia, secondo Postman, abbia dato ragione al secondo. La distopia huxleyana è assai più<br />
insidiosa ed efficace, perché seducente e divertente. Nella società descritta in 1984, c’è una sola Verità, quella del Grande Fratello. Nel Mondo nuovo, mille verità proliferano in forma virale, con il risultato che la nozione stessa di evidenza perde ogni significato. La realtà e l&#8217;oggettività degli avvenimenti sfumano in un orizzonte frastagliato, mobile, caotico e confuso. Alla verità unica di Orwell, pare che il corso della storia abbia preferito la miriade di opinioni profetizzate da Huxley: oggi non contano più fatti, bensì ciò in cui uno “crede” o “sente”. Nella società descritta da Huxley, la tecnologia in tutte le sue manifestazioni esercita un controllo totale sulla cultura, sulla politica e sull’economia. Il futuro <em>finzionale</em> è il nostro presente, amministrato da un manipolo di edgelords multimilionari (Musk, Bezos, Zuckerberg, Dorsey&#8230;), adorati come demiurghi dalle masse e nuovi padroni del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La legge del più forte</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/diritto-strumento-guerra-legge-piu-forte-luca-picotti-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 10:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso si è sentito parlare di guerra economica, intesa come quell’insieme di pratiche adottate dagli Stati per piegare o comunque indebolire economicamente Paesi rivali o concorrenti. Raramente si è prestata attenzione all’infrastruttura concreta che risiede alla base di qualsivoglia guerra economica. Quest’ultima, infatti, si sviluppa per mezzo di leggi, regolamenti, provvedimenti statali. Si tratta di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si è sentito parlare di guerra economica, intesa come quell’insieme di pratiche adottate dagli Stati per piegare o comunque indebolire economicamente Paesi rivali o concorrenti. Raramente si è prestata attenzione all’infrastruttura concreta che risiede alla base di qualsivoglia guerra economica. Quest’ultima, infatti, si sviluppa per mezzo di leggi, regolamenti, provvedimenti statali. Si tratta di un intero armamentario giuridico finalizzato al raggiungimento degli scopi geoeconomici e, quindi, geopolitici. La guerra economica, in questo senso, non è altro che l’effetto di una guerra combattuta con le armi del diritto.</p>
<h2>Il diritto come arma geopolitica degli Stati</h2>
<p>L’uso geopolitico del diritto non concerne solo le pratiche offensive volte a indebolire i Paesi rivali, bensì attiene anche a tutto quel complesso di normative protettive adottate dai diversi Stati per tutelare i propri settori strategici. È una partita che si gioca sia in attacco sia, soprattutto, in difesa, ad esempio impedendo a imprese legate a realtà ostili di entrare nel proprio mercato domestico. Questa guerra è combattuta, in primo luogo, dagli Stati. È in capo a questi soggetti, così come emersi secondo il (convenzionale) paradigma vestfaliano (1648), che risiede il potere, in ultima istanza, di adottare tali misure, avendo gli stessi il potere dell’eccezione e sull’eccezione, nascosto tra le innumerevoli clausole di sicurezza e interesse nazionale disseminate nei vari ordinamenti. Questo, sia chiaro, non significa che gli Stati si muovano solitari nello scacchiere globale: come si vedrà, vi sono anche le grandi imprese con le proprie esigenze – non per forza sempre in accordo con la realtà statuale di riferimento – così come entità sovranazionali, si pensi all’Unione Europea, in grado di porre diversi limiti agli Stati che le partecipano. La tesi di questo libro suggerisce però che, in ultima istanza, il potere è sostanzialmente statale: lo si chiamerà il potere sovrano. Questi ultimi anni di crisi, caratterizzati dal paradigma dell’emergenza, hanno messo in chiara luce, a parere di chi scrive, tale realtà. L’uso da parte degli Stati del diritto per affermare il proprio potere si muove su diversi fronti e, per quanto attiene soprattutto alla competizione tra Stati rivali, rimane latente anche tra Paesi alleati; se la soggettività ultima da tutelare è, come si diceva, quella statale, ogni bandiera tende e tenderà sempre a salvaguardare, in primo luogo, i propri interessi. Questo significa che non vi è da stupirsi se le armi giuridiche vengono utilizzate anche all’interno della alleanza atlantica, ad esempio tra Stati Uniti e Paesi europei, oppure tra Stati membri dell’Unione stessa, come Francia e Italia.</p>
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		<title>Furor</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo analitico non tratta però di epoche antiche ma dipinge piuttosto la nostra società occidentale; una società in cui la ragione, la scienza e il pensiero, soli antidoti all’erompere della forza bruta, sono ormai venuti meno. Ma come si è arrivati a tutto ciò? In che modo la ragione è stata sconfitta? Senza fare facili moralismi, Bordoni propone un’idea tanto paradossale quanto suggestiva: la violenza e l’irrazionalismo non hanno a che fare con qualche spirito antico e magico, ma con l’etica. Occorre infatti tornare a riflettere sul rapporto, spesso sottaciuto, della violenza con l’etica. Dalle considerazioni di Benjamin, Foucault e Derrida sulla violenza in quanto creatrice di diritto, passando per quelle di Aristotele e Bourdieu sulla mutevolezza dell’habitus, fino alle critiche di Adorno e Butler sull’anacronismo etico come forma d’imposizione, Bordoni dipinge la nostra epoca come quella in cui si concretizza una tendenza alla violenza etica, cioè al tentativo di giustificare la violenza sulle basi di reazioni e argomenti emotivi. È quando questa emozione condivisa diventa “etica”, cioè moralmente accettabile, che dobbiamo iniziare a temere che la società crolli in un irrazionalismo diffuso e pericoloso.</p>
<blockquote><p>“Riflettendo sul paradosso di una violenza etica – e di molti altri enigmi della razionalità e dell’irrazionalità umana – il libro di Bordoni ci conduce tra tempi e luoghi differenti, in compagnia di molti filosofi e scrittori contemporanei. È un libro che costringe a fermarsi e riflettere dopo ogni frase.”<br />
Colin Crouch, Università di Warwick</p></blockquote>
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		<title>Solo i più ricchi</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/solo-i-piu-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 10:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di questo libro inizia il giorno in cui Douglas Rushkoff, noto studioso e popolare divulgatore sui temi dell’innovazione e dell’hi-tech, riceve un singolare invito: in cambio di un’ingente somma, dovrà raggiungere una località segreta nel deserto e qui fornire una consulenza a cinque delle persone più ricche del pianeta, che intendono verificare la [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">La storia di questo libro inizia il giorno in cui Douglas Rushkoff, noto studioso e popolare divulgatore sui temi dell’innovazione e dell’hi-tech, riceve un singolare invito: in cambio di un</span><span style="font-weight: 400">’</span><span style="font-weight: 400">ingente somma, dovrà raggiungere una località segreta nel deserto e qui fornire una consulenza a cinque delle persone più ricche del pianeta, che intendono verificare la bontà dei diversi piani di fuga da loro elaborati in vista di quello che chiamano </span><i><span style="font-weight: 400">l’Evento </span></i><i><span style="font-weight: 400">–</span></i><span style="font-weight: 400"> la catastrofe di natura incerta ma che, ne sono sicuri, sta per abbattersi sul nostro pianeta. Sembra un film, ma è tutto vero. Del resto, se i multimilionari non si curano degli allarmi d</span><span style="font-weight: 400">e</span><span style="font-weight: 400">lla comunità scientifica rispetto alla crisi ambientale né intendono </span><span style="font-weight: 400">ripensare una corsa indiscriminata al profitto</span><span style="font-weight: 400"> divenuta ormai insostenibile è proprio perché, da lungo tempo, stanno progettando di fuggire al momento opportuno, lasciandoci qui, in un mondo divenuto invivibile. Che si tratti di una catastrofe climatica, di un meteorite che si abbatte sul pianeta o di un’esplosione nucleare, gli ultraricchi hanno già costruito esclusivi bunker sotterranei </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> resort in località remote e protette </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> e astronavi pronte a partire per Marte </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> a bordo delle quali, naturalmente, nessuno di noi sarà ammesso. Tanto appassionante quanto sconvolgente, </span><i><span style="font-weight: 400">Solo i più ricchi</span></i><span style="font-weight: 400"> racconta una storia incredibile ma vera e ricostruisce ciò che l’autore definisce il </span><i><span style="font-weight: 400">Mindset </span></i><i><span style="font-weight: 400">–</span></i><span style="font-weight: 400"> quel particolare atteggiamento mentale diffuso tra i “vincenti” che li ha convinti di essere molto al di sopra dei comuni mortali e di potersi impunemente sbarazzare dello stesso mondo che hanno contribuito a distruggere. Eppure, come dimostra l’autore, l’idea di poter ricominciare da capo altrove, come in un gigantesco videogioco, è pura follia: l’unico modo che abbiamo per evitare la catastrofe è iniziare a lavorare perché non avvenga. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400">“Un ritratto devastante della cultura e delle logiche alla base della grande tecnologia”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Naomi Klein</strong>, autore di </span><i><span style="font-weight: 400">No Logo</span></i><span style="font-weight: 400"> e </span><i><span style="font-weight: 400">Il mondo in fiamme</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Un racconto al tempo stesso stupefatto e infuriato degli estremi a cui è arrivato il capitalismo. Dopo averlo letto, ho iniziato ad affilare il forcone”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Jonathan Lethem</strong>, autore di </span><i><span style="font-weight: 400">L’arresto</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Il resoconto asciutto e inquietante della sconcertante scommessa degli ultraricchi contro il genere umano”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Cory Doctorow</strong>, autore </span><i><span style="font-weight: 400">di Radicalized. Quattro storie dal futuro</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Svelando l’assurdità delle fantasie di fuga dei più ricchi, Rushkoff scrive una appassionata difesa di quanti sono considerati come cittadini sacrificabili nella imminente catastrofe climatica: tutti noi”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Jenny Odell</strong>, autrice di </span><i><span style="font-weight: 400">Come non fare niente</span></i></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Capire la guerra &#8211; 5 ebook a €19,90</title>
		<link>https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/capire-la-guerra-5-ebook-offerta-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rodia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 15:24:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><strong>I libri Luiss University Press per capire la guerra. 5 ebook a €19,90</strong></p>
<p><strong>Gas e potere</strong> - per capire come le risorse energetiche influenzano la geopolitica<br />
<strong>Misure attive</strong> - per capire come la disinformazione sia un'arma dei servizi segreti<br />
<strong>La Russia eterna</strong> - per capire la genesi politica della Russia di Putin<br />
<strong>La fragile intesa</strong> - per capire le origini dei rapporti tra Europa e Stati Uniti<br />
<strong>La grande illusione</strong> - per capire come funziona la logica di potenza fra i grandi della Terra</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>I libri Luiss University Press per capire la guerra &#8211; 5 ebook a €19,90</strong></h2>
<p><strong>Gas e potere</strong> &#8211; per capire come le risorse energetiche influenzano la geopolitica<br />
<strong>Misure attive</strong> &#8211; per capire come la disinformazione sia l&#8217;arma più potente dei servizi segreti<br />
<strong>La Russia eterna</strong> &#8211; per capire la genesi politica della Russia di Putin<br />
<strong>La grande illusione</strong> &#8211; per capire come funziona la logica di potenza fra i grandi della Terra<br />
<b>Lo Stato al sicuro </b>&#8211; per capire come lavora l&#8217;intelligence per prevenire ogni conflitto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://lmdp.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/capire-la-guerra-5-ebook-offerta-luiss-university-press/">Capire la guerra &#8211; 5 ebook a €19,90</a> proviene da <a href="https://lmdp.luissuniversitypress.it">La Meraviglia Del Possibile</a>.</p>
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